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Circolare nr. 27 - 2012 ( 6 settembre )

 

La conversione in legge del decreto crescita e sviluppo sostenibile

Gentile cliente, con la presente desideriamo informarLa che il DL n. 83/2012 (c.d. decreto sviluppo e crescita sostenibile) è stato convertito dalla legge n. 134 del 07.08.2012, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 187 del 11.08.2012. Oltre alla conferma delle maggiori novità previste dal DL sviluppo e crescita sostenibile, in occasione della conversione in legge il legislatore ha introdotto alcune nuove disposizioni, tra cui ricordiamo il contributo per l’acquisto di veicoli a basse emissioni e l’estensione del regime IVA per cassa per i soggetti passivi con volume d’affari superiore a 2.000.000 euro (il precedente limite, invece, era di 200.000 euro). Altra importante novità introdotta con la legge di conversione del DL n. 83/2012 riguarda la deducibilità delle perdite sui crediti: attraverso una modifica all’articolo 101 comma 5 del TUIR le perdite dei crediti sono deducibili in ogni caso se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali o se le stesse risultano da elementi certi e precisi (ritenuti esistenti se il credito è di modesta entità e se il diritto alla riscossione è prescritto). Con la presente trattazione analizziamo nel dettaglio le disposizioni della legge di conversione che hanno modificato le disposizioni contenute nel DL n. 83/2012.

Le disposizioni confermate e introdotte con la legge di conversione al DL 83/2012

 

 

Contributo per l’acquisto di veicoli a basse emissioni

Con la conversione in legge del decreto 83/2012 sono state introdotte disposizioni “per favorire lo sviluppo della mobilità mediante veicoli a basse emissioni complessive”. Le nuove disposizioni introdotte con gli articoli da 17 bis a 17 terdecies hanno la funzione di favorire la realizzazione di reti per la ricarica di veicoli alimentati a energia elettrica e la diffusione di veicoli a bassa emissione, nonché di veicoli “ibridi”.

 

Secondo le disposizioni contenute nelle citate disposizioni sono considerati veicoli a basse emissioni complessive i seguenti:

 

VEICOLI A BASSE EMISSIONI

I veicoli a basse emissioni:

Trazione elettrica

Trazione ibrida

GPL

Metano

Biometano

Biocombustibile

Idrogeno

Tali veicoli non devono produrre emissioni di anidride carbonica superiori a 120 g/km e devono avere ridotte emissioni di ulteriori sostanze inquinanti.

L’art. 17-decies riconosce uno specifico contributo ai soggetti che acquistano, dal 2013 al 2015 anche tramite leasing un veicolo nuovo a basse emissioni e consegnano, per la rottamazione, un veicolo di cui sono proprietari o utilizzatori (in caso di leasing) da almeno 12 mesi.

 

OSSERVA

Il veicolo consegnato deve essere della stessa categoria del veicolo acquistato e deve risultare immatricolato da almeno 10 anni prima della data d’acquisto del nuovo veicolo.

 

CONTRIBUTO ACQUISTO VEICOLI A BASSE EMISSIONI COMPLESSIVE

Anno acquisto veicolo

che producono emissioni di anidride carbonica non superiori a

50 g/km

95 g/km

120 g/km

2013

20%

prezzo d’acquisto

fino ad un massimo di € 5.000

20%

prezzo d’acquisto

fino ad un massimo di € 4.000

20%

prezzo d’acquisto

fino ad un massimo di € 2.000

2014

2015

15%

prezzo d’acquisto

fino ad un massimo di € 3.500

15%

prezzo d’acquisto

fino ad un massimo di € 3.000

15%

prezzo d’acquisto

fino ad un massimo di € 1.800

 

Recupero edilizio e risparmio energetico

In riferimento alle detrazioni spettanti ai contribuenti che effettuano lavori di recupero edilizio e risparmio energetico sugli edifici, la legge di conversione ha modificato, ma solo parzialmente, le disposizioni contenute nel DL n. 83/2012. Secondo le nuove disposizioni, infatti, la detrazione spettante a coloro che effettuano lavori di recupero edilizio viene innalzata dal 36% al 50% per tutte le spese sostenute a partire dal 26.06.2012 fino al prossimo 30.06.2013. Viene previsto, sempre in riferimento ai lavori di recupero edilizio, l’aumento del tetto massimo di spesa, che viene innalzato da 48.000 euro a 96.000 euro.

 

La legge di conversione del DL n. 83/2012 ha modificato le disposizioni concernenti i lavori agevolati di risparmio energetico, prevedendo che a questi non si applica l’aliquota del 50% ma quella già riconosciuta del 55%: viene quindi concessa una proroga alle disposizioni concernenti al risparmio energetico, che altrimenti sarebbero assorbite dalla disciplina delle agevolazioni per il recupero edilizio (con la conseguente riduzione dell’ammontare della detrazione).

 

Bisogna, inoltre, ricordare che la proroga ha effetto fino al prossimo 30.06.2013, dopodiché anche per i lavori di risparmio energetico si applicherà l’aliquota di detrazione del 36%.

 

IMPORTO DELLE DETRAZIONI

Periodo di sostenimento delle spese

Detrazione degli interventi di recupero edilizio

Detrazione degli interventi di risparmio energetico

Dal 01.01.2012 al 25.06.2012

36%

con limite di 48.000 euro

 

55%

con limite variabile a seconda dell’intervento di risparmio energetico

 

 

Dal 26.06.2012 al 30.06.2013

50%

con limite di 96.000 euro

Dal 01.07.2012

36%

con limite di 48.000 euro

36%

con limite di 48.000 euro

 

 

Cessione di immobili

In riferimento alla cessione di abitazioni:

è  viene confermato il regime di esenzione IVA;

è  l’imponibilità IVA è prevista per l’impresa costruttrice/di ristrutturazione per le cessioni effettuate entro 5 anni dalla data di ultimazione della costruzione/ristrutturazione (come in precedenza) e per opzione, da esprimere nell’atto, per le cessioni effettuate trascorsi 5 anni dalla costruzione/ristrutturazione.

 

IMMOBILI ABITATIVI

Cedente

Acquirente

Regime IVA

Impresa costruttrice o di ristrutturazione entro 5 anni dalla fine dei lavori

 

 

Chiunque

Imponibile

Impresa costruttrice o di ristrutturazione oltre 5 anni dalla fine dei lavori

Esente ovvero  Imponibile per opzione

 

Per quanto riguarda le cessioni di fabbricati strumentali, l’imponibilità è ora prevista per le cessioni poste in essere entro 5 anni dalla data di ultimazione della costruzione/ristrutturazione (in precedenza l’imponibilità era prevista per le cessioni effettuate nei primi 4 anni) mentre è confermato, in generale, il regime di esenzione IVA, al quale il cedente (impresa costruttrice/di ristrutturazione o “altra impresa”) può sempre “derogare” esercitando l’opzione per l’imponibilità nell’atto (come già in precedenza).

 

OSSERVA

Rispetto al passato non è più prevista l’imponibilità “per norma” delle cessioni effettuate a soggetti IVA con diritto alla detrazione (pro-rata) non superiore al 25% ovvero a soggetti “privati”.

 

IMMOBILI STRUMENTALI

Cedente

Acquirente

Regime IVA

Impresa costruttrice/di ristrutturazione entro 5 anni dalla fine dei lavori

 

Chiunque

 

Imponibile

Impresa costruttrice/di ristrutturazione oltre 5 anni dalla fine dei lavori

Esente o Imponibile per opzione

 

In sede di conversione l’opzione per l’imponibilità è stata estesa anche alle cessioni di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali.

 

Conseguentemente è stata modificata la lett. a-bis) dell’art. 17, comma 6, DPR n. 633/72 che ora prevede l’applicazione del reverse charge alle cessioni di fabbricati o relative porzioni per le quali, a seguito delle novità, il cedente manifesta nell’atto l’opzione per l’imponibilità.

 

Regime IVA locazione di abitazioni

In riferimento all’ipotesi di locazione di abitazioni viene confermato in via del tutto generale il regime di esenzione IVA. Il DL sviluppo e crescita, convertito in legge, ammette l’opzione per l’imposizione IVA nelle seguenti ipotesi:

è  da parte delle imprese costruttrici o che hanno eseguito, anche tramite appalto, interventi di recupero ex art. 3, comma 1, lett. c), d) ed f), DPR n. 380/2001 (Testo unico sull’edilizia);

è  per i contratti aventi ad oggetto fabbricati destinati ad alloggi sociali ex DM 22.4.2008.

 

IMMOBILI ABITATIVI

Locatore

Locatario

Regime IVA

Impresa costruttrice / di ristrutturazione

Chiunque

Esente / imponibile per opzione (10%)

Altra impresa

Destinatario di alloggi sociali

 

Altra impresa

Chiunque, fatta eccezione destinatari di alloggi sociali

Esente

 

OSSERVA

Rispetto alla precedente disciplina è stata eliminata l’esenzione IVA per le locazioni poste in essere dalle imprese costruttrici/di ristrutturazione: secondo la nuova norma, infatti, tali imprese possono sempre optare per l’imponibilità IVA.

 

Viene eliminata, inoltre, l’imponibilità (per opzione) subordinata alla stipula di contratti di durata non inferiore a 4 anni e in attuazione di piani di edilizia abitativa convenzionata. Per le “altre imprese” l’opzione per l’imponibilità è ora prevista per gli immobili destinati ad alloggi sociali.

 

Per le locazioni di fabbricati strumentali, che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni trova applicazione, in generale, l’esenzione IVA, salva l’opzione per l’imponibilità da parte del locatore nell’atto.

 

Deducibilità delle perdite su crediti

Secondo quanto previsto dal comma 5 dell’articolo 33 del DL n. 83/2012, le perdite sui crediti sono deducibili in ogni caso se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali o se le stesse risultano da elementi certi e precisi.

 

Dalla nuova formulazione legislativa emerge che gli elementi certi e precisi sussistono qualora:

è  il credito è di modesta entità e sono decorsi almeno 6 mesi dalla scadenza del pagamento dello stesso;

è  il diritto alla riscossione del credito è prescritto.

 

In riferimento ai crediti di modesta entità, si considerano tali i crediti di importo massimo di 5.000 euro qualora l’impresa sia di dimensioni rilevanti (volume d’affari o ricavi non inferiore a 100 milioni di euro), mentre in tutti gli altri casi vengono considerati crediti di modesta entità i crediti di importo massimo di 2.500 euro.

 

Credito per l’assunzione di personale altamente qualificato

Con la legge di conversione del DL n. 83/2012 il legislatore ha confermato (salvo per alcune marginali modifiche) le disposizioni contenute nell’articolo 24, in materia di credito di imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato.

 

Al fine di agevolare l‘occupazione con forme contrattuali stabili di personale altamente qualificato, l’art. 24 del D.L. 83/2012 ha istituito un contributo (sotto forma di credito d’imposta) riservato a tutte le imprese che effettuano nuove assunzioni, a tempo indeterminato, di profili altamente qualificati.

 

Possono fruire del credito d'imposta tutti i soggetti titolari di reddito d'impresa, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato.

 

Al fine di individuare l'ambito applicativo del beneficio fiscale in commento, si osserva che il comma 1 del suddetto articolo fa riferimento alle assunzioni a tempo indeterminato di:

è  personale in possesso di un dottorato di ricerca universitario conseguito presso una università italiana o estera se riconosciuta equipollente in base alla legislazione vigente in materia;

è  personale in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico.

 

Con esclusivo riferimento a quest’ultimi soggetti, la norma individua un’ulteriore condizione che deve essere soddisfatta per poter beneficiare del credito d’imposta ovvero, l’impiego esclusivo in attività di ricerca e sviluppo. Il credito d'imposta riconosciuto alle imprese che assumono personale altamente qualificato è pari al 35% del costo aziendale sostenuto per le assunzioni a tempo indeterminato,  con un limite massimo pari ad Euro  200.000 annuo per  impresa.

 

Il credito d'imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta nei quali lo stesso è utilizzato (non è previsto un limite massimo di tempo decorso il quale detto credito viene perso).

 

Con la legge di conversione, viene introdotta una modifica all’articolo 24 del DL n. 83/2012, che prevede la decadenza dal beneficio fiscale qualora l’impresa venga delocalizzata all’estero al di fuori dell’UE, con contestuale riduzione dell’attività all’interno del territorio nazionale nei tre anni successivi all’assunzione agevolata.

 

Da ciò deriva che le imprese mantengono il diritto all’agevolazione qualora la delocalizzazione all’estero dell’attività non comporti pregiudizio agli stabilimenti e all’attività produttiva effettuata nel territorio nazionale (per esempio, apertura all’estero di nuovi stabilimenti senza contestuale chiusura di quelli attivi sul territorio italiano).

 

Finanziamento delle imprese di minori dimensioni

Con l’articolo 32 e 32 bis, il DL Sviluppo e Crescita sostenibile (DL n. 83/2012) ha fornito alcuni strumenti per le imprese di minori dimensioni al fine, da una parte, di facilitare il finanziamento delle operazioni economiche da queste svolte, e dall’altra di semplificare il calcolo dell’IVA attraverso l’introduzione del principio per cassa a favore di tutti i soggetti con volume d’affari complessivo non superiore a 2 milioni di euro.

 

Secondo quanto stabilito dal primo comma dell’articolo 32 del DL n. 83/2012 le disposizioni concernenti l’emissione di cambiali finanziarie e obbligazioni interessano le società non emittenti strumenti finanziari quotati su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione, diverse:

è  dalle banche;

è  dalle micro imprese.

 

OSSERVA

Sul punto ricordiamo che, nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione europea del 06.05.2003, la categoria delle microimprese delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI) è costituita da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR. Nella categoria delle PMI si definisce piccola impresa un'impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di EUR. Nella categoria delle PMI si definisce micro impresa un'impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di EUR.

 

RACCOMANDAZIONE 2003/361/CE

 

Medie imprese

Piccole imprese

Micro imprese

Dipendenti

meno di 250

meno di 50

meno di 10

Fatturato annuo

meno di 50 mln

meno di 10 mln

meno di 2 mln

Totale di bilancio

meno di 43 mln

meno di 10 mln

meno di 2 mln

 

 

Tali soggetti sono ammessi all’emissione di cambiali finanziarie e obbligazioni a condizione che:

è  l'emissione sia assistita da uno sponsor;

è  l'ultimo bilancio dell'emittente sia assoggettato a revisione contabile da parte di un revisore legale o di una società di revisione legale iscritti nel Registro dei revisori legali e delle società di revisione;

è  i titoli siano:

î  collocati esclusivamente presso investitori qualificati che non siano, direttamente o indirettamente, soci della società emittente;

î  destinati alla circolazione esclusivamente tra tali investitori.

 

La legge di conversione del DL n. 83/2012 prevede una deroga alle disposizioni concernenti la certificazione di bilancio: per un periodo di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore di tali disposizioni, infatti, si può derogare l’obbligo di certificazione del bilancio qualora l’emissione sia assistita in misura non inferiore al 50% del valore di emissione delle cambiali da garanzie prestate da una banca o da un’impresa di investimento, ovvero prestate da un consorzio di garanzia collettiva fidi per le cambiali emesse da società aderenti al consorzio. In tal caso, però la durata delle cambiali deve essere al massimo di 18 mesi.

 

Con particolare riguardo alle cambiali finanziarie, tali titoli a seguito della pubblicazione del DL n. 83/2012 devono avere scadenza non inferiore ad un mese e non superiore a 18 mesi (i termini precedenti erano da tre a dodici mesi), un limite massimo di emissione parametrato sull’attivo corrente e possono essere emesse anche in forma dematerializzata. Con la conversione in legge del DL n. 83/2012 viene modificato il periodo precedentemente previsto dal DL n. 83/2012 (ovvero da un mese a 18):  la legge di conversione prevede, infatti, l’innalzamento della soglia massima di 18 a 36.

 

IVA per cassa

Secondo quanto previsto dall’art. 32-bis, inserito in sede di conversione dell DL n. 83/2012, viene ampliata la portata del regime “IVA per cassa”, prevedendo l’“esigibilità differita dell’IVA, ex art. 6, comma 5, secondo periodo, DPR n. 633/72, con riferimento alle cessioni / prestazioni eseguite da soggetti passivi con un volume d’affari non superiore a € 2.000.000 nei confronti di soggetti passivi d’imposta. In riferimento a tale regime bisogna ricordare che precedentemente il limite di cessioni/prestazioni era limitato a 200.000 euro.

 

La disposizione, ricordiamo, non si applica nei seguenti casi:

è  il cedente/prestatore si avvale di “regimi speciali IVA”;

è  l’acquirente/committente assolve l’imposta mediante l’applicazione dell’inversione contabile;

è  l’acquirente/committente è un soggetto privato.

   

 

       
       

 

Rispetto alla disciplina vigente, il citato art. 32-bis prevede che, in ogni caso, l’acquirente / committente può detrarre l’IVA a credito al momento di effettuazione dell’operazione, a prescindere dal fatto che il pagamento della fattura non sia stato ancora eseguito.

 

Evidenziamo, inoltre, che:

è  dopo un anno dall’effettuazione dell’operazione, l’imposta diviene comunque esigibile. Questa eccezione al principio di differimento non esplica, tuttavia, i propri effetti se, prima del superamento di tale orizzonte temporale annuale, il cessionario o committente è assoggettato ad una procedura concorsuale: al ricorrere di tale ipotesi, l’esigibilità dell’imposta è sospesa a beneficio di tutti i cedenti o prestatori che abbiano emesso fatture con IVA ad esigibilità differita, fino all’effettivo incasso del corrispettivo e limitatamente all’ammontare dello stesso;

è  per beneficiare dell’esigibilità differita oltre a dover esercitare un’opzione, il soggetto interessato dovrà riportare in fattura un’apposita annotazione, in mancanza della quale l’imposta è considerata esigibile al momento di effettuazione dell’operazione (esigibilità immediata);

è  la norma diventerà operativa quando sarà emanato un apposito DM, da emanare entro l’11.10.2012.

 

SRL a capitale ridotto

Viene confermato il nuovo modello societario che prevede la possibilità per chiunque di costituire una SRL con un capitale sociale minimo di 1 euro. Tale facoltà è stata concessa anche ai soggetti con età superiore a 35 anni, che tuttavia non potranno beneficiare di tutte le agevolazioni a cui i giovani hanno diritto con la costituzione di una SRL semplificata (credito agevolato, spese notarili gratuite ecc..).

 

Bisogna precisare che le SRL a capitale ridotto hanno le seguenti caratteristiche:

è  possono essere costituite unilateralmente;

è  l’atto costitutivo va redatto per atto pubblico;

è  gli amministratori possono essere persone fisiche differenti dai soci;

è  la denominazione SRL a capitale ridotto, il capitale sociale sottoscritto e versato, la sede della società e il registro imprese presso cui è istituita devono essere indicati nella corrispondenza e nello spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato con la rete telematica ad accesso pubblico.

 

Partite IVA fittizie e riforma del lavoro

Come abbiamo accennato in premessa, le disposizioni della riforma del lavoro (legge n. 92/2012) sono state parzialmente modificate tramite l’introduzione ad opera della legge di conversione, di nuove disposizioni nel DL n. 83/2012.

 

Tra queste modifiche, in particolare, sono stati revisionati i presupposti sulla base dei quali una prestazione di lavoro autonomo può essere riqualificata come prestazione effettuata nell’ambito di una collaborazione a progetto. Ritenendo i requisiti introdotti con la riforma del lavoro troppo stringenti, infatti, due dei tre presupposti – riguardanti in particolare la monocommittenza del lavoro autonomo – sono stati modificati in modo tale da prendere in considerazione la condizione del lavoratore per due anni consecutivi.

 

Nel dettaglio, i requisiti che fanno scattare la presunzione che comporta la riqualificazione del rapporto con la “partita IVA fittizia” sono i seguenti:

è  la collaborazione con il medesimo committente deve durare almeno otto mesi per due anni consecutivi (secondo quanto previsto originariamente dalla riforma, era sufficiente il rispetto di tale condizione solo per un anno);

è  i compensi derivanti da rapporti intrattenuti con lo stesso soggetto o con lo stesso capo d’imputazione di interessi deve superare per due anni consecutivi l’80% totale dei compensi del lavoratore autonomo (come nel caso precedente, la riforma del lavoro considerava sussistente tale presupposto in riferimento ai compensi percepiti in un anno);

è  il collaboratore dispone di una postazione di lavoro fissa presso il committente.