PostHeaderIcon circolare 40 2010

 

  Studio Commerciale



   BARONCELLI
  


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E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  -  Circolare nr. 40-2010 (12 novembre).

Lo scadenzario e le precedenti circolari sono disponibili sul sito www.studio-baroncelli.it

 

Contatti  DIRETTI  a mezzo mail : 

 

STEFANO BERTI:     Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.      Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Obbligo di assunzione di disabile dalle liste speciali: si rammenta che sono state elevate le sanzioni per il ritardo o la mancata assunzione da parte delle imprese obbligate, ovvero quelle con più di  15 dipendenti .  Le sanzioni sono pari ad € 578,43 per il mancato invio del prospetto riepilogativo annuale che scade il 31 gennaio di ogni anno, oltre ad € 28,02 per ogni giorno di ritardo. Altra sanzione in caso di mancata copertura della quota riservata ai disabili per cause imputabili al datore di lavoro: € 57,17 al giorno per ogni lavoratore che non è stato assunto, pur avendone l’obbligo. Computo dei dipendenti per stabilire l’obbligo: sono esclusi dalla base di computo determinati soggetti ovvero disabili occupati, lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero, soci di cooperative, lavoratori a domicilio, lavoratori divenuti inabili durante lo svolgimento del rapporto con riduzione di capacità lavorativa uguale o superiore al 60% sempre che il datore di lavoro non sia stato responsabile dell’evento, dirigenti, apprendisti, categorie protette (orfani, superstiti, ecc.) nel limite dell’1% degli occupati, lavoratori a tempo determinato se la durata del rapporto non supera i nove mesi, lavoratori con contratto di somministrazione (interinale), lavoratori con contratto di inserimento, i lavoratori con contratto a tempo parziale vengono computati in proporzione all’orario di lavoro. Maggiori informazioni sono acquisibili dal nostro consulente paghe.

 

Sicurezza sul lavoro: delega di funzione (e di responsabilità). Ai fini della normativa in materia di sicurezza sul lavoro sono definite le seguenti figure:

>  Datore di lavoro: (definizione di legge) è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo di assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita poteri decisionali e di spesa. Questa figura ha una serie di compiti definiti NON delegabili (per i quali non hanno effetto le procure, le deleghe di funzione o ogni altro istituto giuridico e per i quali è l’unico ed il solo responsabile. Il datore di lavoro ha inoltre una serie di altri obblighi (vedi ad esempio l’art.18 D.Lgs. 81/08). Individuazione del datore di lavoro: può accadere che in un’organizzazione siano presenti più soggetti con pari poteri decisionali e di spesa. Ciò accade frequentemente nelle società di persone, ma può accadere anche nelle Srl e nelle Spa. In questi casi, le responsabilità sono condivise: in caso di violazione di norme ciascuno di questi soggetti è destinatario di una autonoma ed intera sanzione. Diventa quindi necessario individuare un unico soggetto titolare di prerogative ed obblighi in materia di sicurezza del lavoro. Si ricorre, in questi casi, all’individuazione del datore di lavoro: un soggetto viene investito di tutti i poteri decisionali e di spesa, a scapito degli altri soggetti che, pur rimanendo plenipotenziari di ogni altro aspetto, non hanno più alcun ruolo nelle decisioni e nell’organizzazione della sicurezza in azienda.

> Dirigente: (definizione di legge) persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa; il dirigente esercita il suo mandato ed assume le relative responsabilità solo in virtù del suo inquadramento che lo qualifica come alter-ego del datore di lavoro.

> RSPP: il responsabile del servizio di prevenzione e protezione viene nominato dal datore di lavoro con la funzione di coordinare l’insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni dell’azienda, finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori. L’RSPP, in quanto tale, non riceve alcuna delega di funzione. E’ certamente possibile che l’RSPP abbia delle funzioni delegate, ma è comunque necessario un atto diverso dalla sua nomina: la delega di funzioni.

> Preposto: (definizione di legge) persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed escercitando un funzionale potere di iniziativa.

> Delega di funzione:  è un atto del datore del lavoro ed è ammessa con i seguenti limiti e condizioni: non può riguardare la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento di valutazione dei rischi né la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (obblighi non delegabili); deve risultare da un atto scritto recante data certa; il delegato deve possedere tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate: deve attribuire al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate; deve attribuire al delegato l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate; deve essere accettata dal delegato per iscritto; deve avere adeguata e tempestiva pubblicità.  Novità introdotta dal D.Lgs.106/09: la delega di funzioni ammette oggi espressamente anche una sub-delega. D’accordo con il delegante, anche il delegato principale può, a sua volta, subdelegare un altro soggetto, affidandogli una parte dei compiti che il datore di lavoro gli ha delegato in prima istanza. La subdelega deve avere gli stessi identici requisiti della delega principale, in più non l’assenso del delegante principale.  Non è ammessa una sub-subdelega. Delega semplice non formale: la delega semplice (ovvero priva anche solo di uno degli elementi sopra indicati) è un atto con il quale il delegante chiede ad un altro soggetto di effettuare determinate attività. In materia di sicurezza sul lavoro questo è sicuramente possibile, tuttavia il delegante non si spoglia di di alcuna responsabilità. In compenso il delegato può assumere su di sé alcune responsabilità in modo solidale.

> Esercizio di fatto: l’esercizio di fatto di poteri direttivi comporta la piena responsabilità di chi, pur sprovvisto di regolare  investitura eserciti, in concreto, i poteri giuridici riferiti al datore di lavoro, al dirigente o al preposto.

Antiriciclaggio: STOP al contante oltre 5.000 Euro. Ricorda: dal 31/05/2010 è stato limitato l’uso del denaro contante a 5.000 Euro. I trasferimenti di denaro contante sono altresì vietati anche quando sono artificiosamente frazionati in più pagamenti inferiori a 5.000,00 Euro . Il divieto interessa TUTTI I CITTADINI!
Gli assegni per importi pari o superiori a 5.000 Euro devono essere NON TRASFERIBILI. Pesanti le SANZIONI: dall’1% al 40% dell’importo trasferito.

LA DEDUCIBILITÀ DELLE SPESE DI TRASFERTA DEI DIPENDENTI. L’effettuazione di trasferte da parte dei dipendenti rappresenta un fenomeno assai diffuso, a prescindere dalle dimensioni delle aziende. Nel prosieguo si propone un quadro riassuntivo del trattamento delle trasferte effettuate dai dipendenti. In particolare, si evidenziano le differenti modalità che possono essere adottate da parte dell’impresa al fine del sostenimento delle spese di trasferta (sostenimento diretto da parte dell’azienda, rimborsi ed indennità ai dipendenti), avendo cura di esaminarne il trattamento, contabile e fiscale, in base all’ambito territoriale in cui le medesime trasferte si svolgono. Prima di procedere all’analisi delle varie casistiche si ricorda che ciò vale sia per le trasferte dei dipendenti che per quelle effettuate dai collaboratori coordinati e continuativi (amministratori).

Le trasferte fuori dal Comune. Nel momento in cui la trasferta è effettuata al di fuori del territorio comunale - intendendosi il comune ove si trova la sede di lavoro – la disciplina fiscale ammette tre diverse tipologie di rimborso delle relative spese:

} corresponsione di un’indennità forfetaria;

} rimborso a piè di lista;

} rimborso misto.

Nel primo caso (indennità forfetaria), il dipendente sostiene direttamente le spese per poi essere rimborsato dalla società attraverso la corresponsione di importi forfetari che sono indipendenti da quelle effettivamente sostenute. In particolare, l’art.51 del Tuir stabilisce che al dipendente possano essere rimborsate le spese di trasferta, senza necessità di produrre alcuna documentazione, fino all’importo di € 46,48 giornalieri (aumentati ad € 77,47 per le trasferte all’estero), a titolo di indennità forfetaria per spese di vitto e alloggio, senza che questa generi reddito imponibile in capo al medesimo. Entro tali soglie, l’indennità corrisposta (c.d. diaria) risulterà deducibile per l’azienda; se l’indennità eccede le citate soglie, l’eccedenza costituirà materia imponibile per il dipendente, restando sempre deducibile per l’azienda. Va ricordato che il Ministero del Lavoro, con nota n.7301/10, ha ritrattato quanto affermato nella risposta all’interpello n.14 del 2 aprile 2010: nella sostanza, anche se le indennità corrisposte superano i valori stabiliti in sede di contrattazione collettiva risulteranno comunque deducibili per l’azienda (ovviamente entro le citate soglie).

Un’alternativa è costituita dal rimborso analitico delle spese di trasferta (c.d. rimborso a piè di lista). In tale ipotesi, è sempre il dipendente che sostiene le spese, per poi essere rimborsato delle stesse dall’azienda, previa produzione delle pezze giustificative. Dal punto di vista del dipendente (art.51 del Tuir), gli importi ricevuti a titolo di rimborso analitico delle spese di vitto e alloggio non generano reddito imponibile. Al dipendente è inoltre riconosciuta l’esenzione per eventuali rimborsi spese non documentate fino ad € 15,49 (€ 25,82 se trattasi di trasferta all’estero) al giorno. Dal punto di vista dell’azienda (art.95 del Tuir), gli importi corrisposti al dipendente – sempre a titolo di rimborso di spese di vitto e alloggio - saranno deducibili entro il limite di € 180,76 (elevati ad € 258,23 per le trasferte all’estero) giornalieri; l’eventuale parte eccedente tali soglie non è deducibile.

L’ultima modalità prevista è il cosiddetto metodo misto: le spese sono rimborsate in parte forfetariamente, ed in parte analiticamente.

In questo caso possono presentarsi due differenti situazioni (art.51 del Tuir):

l’alloggio o il vitto
sono rimborsati a piè di lista

(o forniti gratuitamente)

 

sia l’alloggio che il vitto
sono rimborsati a piè di lista

(o forniti gratuitamente)

q

 

q

al dipendente possono essere rimborsati in esenzione da tassazione indennità di trasferta fino ad € 30,99 (€ 51,65 se trasferta all’estero) giornaliere; va da sé che la parte rimborsata a piè di lista non sia tassabile in capo al dipendente;

 

al dipendente possono essere rimborsati in esenzione da tassazione indennità di trasferta fino ad € 15,49 (€ 25,82 se trasferta all’estero) giornaliere; anche in questo caso la parte rimborsata a piè di lista non è tassabile in capo al dipendente.

Dal punto di vista dell’azienda, le spese di vitto e alloggio rimborsate saranno deducibili entro il limite di € 180,76 (elevati ad € 258,23 per le trasferte all’estero) giornalieri; l’eventuale parte eccedente tali soglie non è deducibile.

Come indicato nella C.M. n.53/08, le spese di vitto e alloggio sostenute da dipendenti e collaboratori per le trasferte fuori comune non soggiacciono alla deducibilità parziale del 75%.

 

L’azienda può poi procedere anche al rimborso delle spese di trasporto e viaggio. Se il dipendente utilizza un mezzo proprio (ma anche un veicolo a noleggio) per effettuare gli spostamenti gli può essere riconosciuta un’indennità chilometrica.  Le suddette indennità sono deducibili per l’azienda (art.95 del Tuir):

î se il dipendente è stato autorizzato ad utilizzare un mezzo proprio (o a noleggio) per l’espletamento della missione;

î entro il costo di percorrenza (o le tariffe di noleggio) relativo ad autoveicoli di potenza non superiore a 17 cavalli fiscali (20, se con motore diesel) desumibile dalle tabelle ACI (reperibili sul sito www.aci.it, nella sezione costi chilometrici).

Se il dipendente non è stato autorizzato il rimborso non sarà deducibile, così come l’eventuale eccedenza rispetto l’applicazione dei suddetti limiti.

Rimborsi

Imposte dirette azienda

Imposte dirette dipendente

Forfetario – Vitto e alloggio

Deducibili

Esenti entro:

 € 46,48 trasferte nazionali

 € 77,47 trasferte all’estero

A piè di lista – Vitto e alloggio

Deducibili entro:

€ 180,76 trasferte nazionali

€ 258,23 trasferte all’estero

Esenti senza limiti - esenzione per eventuali rimborsi spese non documentate fino ad € 15,49 (€25,82 se trattasi di trasferta all’estero) al giorno

Misto – Vitto e alloggio

Vitto forfetario

Alloggio analitico

Deducibili entro:

€ 180,76 trasferte nazionali

€ 258,23 trasferte all’estero

Vitto esente fino € 30,99
(€ 51,65 se trasferta all’estero) giornaliere; alloggio esente

Vitto analitico

Alloggio forfetario

Alloggio esente fino € 30,99 (€ 51,65 se trasferta all’estero) giornaliere; vitto esente

Vitto e alloggio analitici

Possibili ulteriori indennità di trasferta esenti fino ad
€ 15,49 (€ 25,82 se trasferta all’estero) giornaliere; vitto e alloggio esenti

Rimborsi chilometrici (pedaggi autostradali e parcheggi possono essere aggiunti)

Deducibili entro limite tariffe (17 CF se benzina, 20 CF se diesel)

Esenti (entro limite previsto per la vettura utilizzata)

Pedaggi autostradali e parcheggi (possono essere aggiunti al rimborso km)

Deducibili

Esenti

Spese viaggio (aereo, treno, …)

Deducibili

Esenti

Se le spese di vitto e alloggio sono sostenute direttamente da parte dell’azienda il relativo costo sarà interamente deducibile entro limite di € 180,76 (elevati ad € 258,23 per le trasferte all’estero) giornalieri; l’eventuale parte eccedente tali soglie non è deducibile.

Le spese di viaggio sostenute direttamente da parte dell’azienda saranno invece sempre deducibili.

 

Le trasferte all’interno del Comune. Le indennità o i rimborsi di spese per le trasferte effettuate dai dipendenti entro il Comune, tranne i rimborsi di spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore, costituiscono per il dipendente reddito imponibile (art.51 del Tuir). Dal punto di vista dell’azienda, invece:

Ü  le spese di vitto e alloggio sono deducibili nel limite del 75% del loro ammontare;

Ü  le spese di viaggio e trasporto, debitamente documentate, saranno invece deducibili.

IL TRATTAMENTO DELLE SPESE DI RAPPRESENTANZA. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n.34/09 è intervenuta per chiarire alcuni delicati punti riguardanti la nuova disciplina delle spese di rappresentanza sostenute dalle imprese, disciplina introdotta dalla Finanziaria 2008 e definita dal decreto del 19/11/08. Prima di segnalare i nuovi chiarimenti, occorre ricordare le regole introdotte dal decreto, che individua le seguenti categorie:

Ü spese di rappresentanza, in possesso dei requisiti di inerenza, deducibili entro un determinato limite calcolato in proporzione ai ricavi ed ai proventi derivanti dalla gestione caratteristica (1,3% fino ad €10 milioni, 0,5% la parte eccedente €10 milioni e fino ad €50 milioni, 0,1% per la parte eccedente € 50 milioni), con una disposizione specifica (che permette un parziale rinvio della deducibilità) che riguarda le imprese di nuova costituzione che non hanno ancora conseguito ricavi;

Ü le spese di rappresentanza prive dei requisiti sono indeducibili;

Ü spese di ospitalità clienti (di seguito meglio identificate), interamente deducibili, non sottoposte alla verifica del plafond previsto per le spese di rappresentanza;

Ü omaggi a favore dei clienti, deducibili se di valore unitario non superiore ad € 50 e non sottoposte alla verifica del plafond previsto per le spese di rappresentanza (l’Iva è detraibile se gli omaggi sono di importo unitario non superiore ad €25,82)[1];

 

LA MAPPA PER LA DEDUCIBILITÀ

 

Omaggi

(co.4)

 

Spese NON di rappresentanza

(co.5)

 

Spese di rappresentanza inerenti

(co.1)

 

Spese di rappresentanza NON inerenti

(NO requisiti co.1)

 

¤

 

¤

 

 

ENTRO limiti co.2

 

OLTRE limiti co.2

 

 

 

 

¤

¤

 

 

 

NON deducibili

¤

¤

¤

 

 

 

DEDUCIBILI

 

 

Dal 2009 le spese di vitto e alloggio sono deducibili nel limite del 75% del costo sostenuto: se tali spese sono anche spese di rappresentanza, prima occorre ridurle al 75% e poi si procede alla verifica del plafond.

Contabilizzazione.  Con queste regole base è possibile fornire un quadro delle varie possibilità che si possono verificare nell’azienda e quindi fornire un riepilogo delle modalità di contabilizzazione, il relativo trattamento fiscale e la possibilità di detrarre l’Iva (ovviamente se esposta nel documento di spesa registrato).

Si consiglia pertanto alla clientela, come peraltro suggerito dalla stessa Agenzia delle Entrate nella C.M. n.34/E/09, di osservare nella registrazione dei documenti la seguente suddivisione conforme alle categorie del decreto, in modo tale da rendere possibile una corretta ed immediata verifica della quota deducibile (sia in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, sia da parte dei verificatori).

 

Tipologia spesa

Limite 75% vitto e alloggio

Imposte dirette

Iva detraibile

Spese di rappresentanza – NON vitto e alloggio

NO

Plafond

NO

Spese di rappresentanza – vitto e alloggio

SI

Plafond

NO

Spese si rappresentanza non inerenti

--

Indeducibili

NO

Omaggi

NO

Limite unitario €50,00

Limite unitario €25,82

Ospitalità clienti – NON vitto e alloggio

NO

Interamente deducibili

SI

Ospitalità clienti – vitto e alloggio

SI

Interamente deducibili

SI

 

Si coglie l’occasione per ricordare il diverso trattamento delle spese di trasferta dei dipendenti e degli amministratori (vedi sopra). Dal punto di vista contabile e amministrativo è pertanto necessario:

Ü contabilizzare separatamente tali spese come segue, al fine di permettere la verifica della deducibilità di ogni singolo costo;

Ü comunicare mensilmente a chi si occupa dell’elaborazione delle paghe gli eventuali importi spettanti a ciascun singolo dipendente, prestando particolare attenzione agli importi imponibili in capo al dipendente stesso, affinché se ne tenga conto in sede di elaborazione del cedolino.

Rimborsi per trasferte dipendenti ed amministratori

Limite 75% vitto e alloggio

Imposte dirette azienda

Imposte dirette dipendente/collaboratore (qualora la spesa sia sostenuta dal dipendente/collaboratore e rimborsata a piè di lista)

Iva detraibile (qualora il documento sia intestato all’azienda)

trasferte nell’ambito del Comune

SI

Deducibili

Imponibili

SI

Spese di trasferta con rimborso forfetario

--

Deducibili

Esenti in capo al dipendente entro:

4   €46,48 trasferte nazionali

4   €77,47 trasferte all’estero

--

Spese di trasferta con rimborso analitico

NO

Deducibile limite:

4  €180,76 trasferte nazionali

4 €258,23 trasferte all’estero

Esente senza limiti

SI

Rimborsi chilometrici

--

Deducibili limite tariffe 17CF vetture benzina e 20CF vetture diesel

Esenti (entro il limite previsto per la vettura utilizzata)

--

Pedaggi autostradali e parcheggi (possono essere aggiunti al rimborso km)

--

Deducibili

Esenti

--

Spese di viaggio (treno, aereo, ecc.)

--

Interamente deducibili

Interamente esenti

NO

 

Infine, il trattamento per l’imprenditore individuale e dei soci di Snc.

Rimborsi per trasferte

Limite 75%vitto e alloggio

Imposte dirette azienda

Iva detraibile

Trasferta vitto e alloggio

SI

Deducibili (se inerente)

SI

 

Riepilogate le modalità di contabilizzazione è possibile procedere all’analisi dei principali chiarimenti offerti dalla C.M. n.34/E/09.

 

Spese di rappresentanza (comma 1). L’elencazione fornita dal decreto è solo esemplificativa, mentre occorre valutare attentamente i requisiti che permettono alle spese di essere inquadrate quali spese di rappresentanza:

 

gratuità

non deve essere prevista una controprestazione/corrispettivo da parte del soggetto che riceve il bene/servizio. Distingue le spese di rappresentanza da pubblicità e sponsorizzazione;

 

 

 

finalità di pubbliche relazioni

la spesa deve essere rivolta verso l’esterno dell’azienda, divulgando l’attività dell’azienda e portando un ritorno in termini di immagine. Tale requisito esclude le spese gratuite sostenute nei confronti dei dipendenti (es: cena di natale) dalle spese di rappresentanza. Secondo la C.M. n.34/E/09, tali spese vanno valutate secondo gli ordinari principi di inerenza: in particolare, si tratta

 

 

di spese sottoposte ai limiti dell’art.100 del Tuir (deducibiltà nel limite dello 0,5% dell’ammontare complessivo delle spese di lavoro dipendente). Sono comprese le spese sostenute dall’impresa per instaurare e mantenere rapporti con gli esponenti dell’amministrazione statale, rappresentanti di associazioni sindacali e di categoria.

 

Ragionevolezza

la spesa deve essere ragionevole in relazione al ritorno in termini di immagine che l’impresa può ottenere a seguito del suo sostenimento (una spesa sproporzionata e inopportuna deve considerarsi interamente indeducibile, indipendentemente dalla capienza del plafond).

 

Coerenza con le pratiche del settore

secondo la C.M. n.34/E/09, tale requisito deve essere verificato in alternativa a quello della ragionevolezza. Se una spesa non è ragionevole in termini di costo/beneficio, ma risulta coerente con le pratiche del settore, essa può comunque essere considerata spesa di rappresentanza (deducibile entro il plafond). Viceversa, se la spesa è ragionevole, essa può anche non essere coerente con le pratiche del settore.

 

Le spese interamente deducibili (comma 5). Il co.5 del decreto individua una particolare tipologia di spese: si tratta di spese che meritano la piena deducibilità, salvo la verifica del limite del 75% se si tratta di spese di vitto e alloggio.
Si tratta delle seguenti spese:

Ü per ospitare clienti, anche potenziali, in occasione di mostre, fiere, esposizioni ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa o in occasione di visite a sedi, stabilimenti o unità produttive dell’impresa;

Ü per ospitare clienti, anche potenziali, sostenute nell’ambito di iniziative finalizzate alla promozione di specifiche manifestazioni espositive o altri eventi simili da parte di imprese la cui attività caratteristica consiste nell’organizzazione di manifestazioni fieristiche e altri eventi simili;

Ü sostenute direttamente dall’imprenditore individuale in occasione di trasferte effettuate per la partecipazione a mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti beni e servizi prodotti dall’impresa o attinenti all’attività caratteristica della stessa.

La necessità di prevedere una specifica disposizione è legata al fatto che quelle appena elencate sono spese che possono essere confuse con alcune di quelle qualificate di rappresentanza nel co.1 del decreto, mentre si è ritenuto che essere avessero diritto a beneficiare della piena deducibilità; al contrario di quella prevista al co.1, l’elencazione delle fattispecie del presente comma deve intendersi tassativa, come confermato dalla C.M. n.34/E/09.

Con riferimento alle spese per l’ospitalità dei clienti effettivi o potenziali:

 

l’Agenzia afferma che si possono considerare clienti potenziali quelli che hanno già manifestato, ovvero possono manifestare, interesse all’acquisto verso i beni o servizi dell’impresa, ovvero siano i destinatari dell’attività caratteristica dell’impresa in quanto svolgono attività affine o collegata nell’ambito della filiera produttiva.

 

L’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di affermare che i requisiti richiesti devono essere considerati tassativamente:

Ü il requisito oggettivo, in termini di luoghi espressamene previsti. Se il cliente, per la firma di un contratto, viene invitato in una località balneare, ovvero in una fiera dove l’impresa non espone, tale spesa non è interamente deducibile (sarà quindi spesa di rappresentanza);

Ü il requisito soggettivo, in termini di ospitalità per i soli clienti. Se vengono invitati agenti, fornitori, giornalisti ed esperti, ecc., tale spesa non è a priori interamente deducibile, ma va considerata secondo le ordinarie regole di inerenza (si ritiene sia spesa di rappresentanza).

Tali spese (quelle del co.5) devono però rispettare stringenti obblighi documentali, in particolare dovrà risultare un elemento:

 

l’indicazione della generalità dei soggetti ospitati: visto il trattamento di favore per i clienti (effettivi o potenziali) l’Agenzia si preoccupa di avere a disposizione gli elementi per collegare dette spese a tali soggetti. La documentabilità è talmente rilevante che, un’eventuale irregolarità da tale punto di vista fa perdere il diritto alla deduzione integrale. Se la spesa è effettivamente stata sostenuta per l’ospitalità di un cliente, la questione documentale in alcuni casi non preoccupa:
il biglietto aereo e l’albergo sono solitamente nominativi. Pare, invece, più difficile costituire la documentazione per altre spese, quali le spese di vitto (ad esempio, il pranzo al ristorante, in quanto sulla fattura non vengono stampati i nominativi dei soggetti che vi hanno partecipato).

 

La C.M. n.34/E/09 pare permettere l’integrazione della documentazione di supporto anche a posteriori, in occasione di un’eventuale verifica; onde mantenere memoria del motivo di sostenimento della spesa. Si consiglia, comunque, di completare la documentazione al momento della registrazione.

 

Lo Studio è chiuso al pubblico il   martedì e giovedì  pomeriggio.

Baroncelli Stefano – Ragioniere Commercialista iscritto al nr. 370 sez. A dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Prato – Iscritto al Registro dei Revisori Legali dei Conti (nr.85518). Soggetto autorizzato a rilasciare il visto di conformità ed all’assistenza fiscale diretta (nr. 8739). Ausiliario del Giudice Delegato e professionista delegato alle vendite nelle Esecuzioni Immobiliari presso il Tribunale di Prato.

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